Business Pills: l'antipasto gourmet di Road To The Future
Cinque notizie tech e marketing che riguardano il tuo budget, i tuoi contenuti e gli strumenti che usi ogni giorno.
Ciao! Nel numero di oggi facciamo il punto su 5 novità che stanno silenziosamente modificando il panorama del business e della tecnologia, tra nuovi equilibri pubblicitari, evoluzioni dell’AI e piattaforme professionali. Zero hype, solo dati e fatti concreti per capire dove sta andando il mercato.
Buona lettura!
LinkedIn entra nell’economia dei creator con eventi a pagamento.
MCP: lo standard che nessuno conosce e che tutti stanno già utilizzando.
LinkedIn entra nell’economia dei creator con eventi a pagamento.
LinkedIn si sta muovendo con una determinazione che, francamente, non ci si aspettava dalla piattaforma dove tutti aggiornano il CV dopo essere stati licenziati. Secondo alcuni documenti interni visionati da Business Insider, il piano è semplice: eventi a pagamento con creator selezionati entro la fine dell’anno, fino a 1.000 creator coinvolti entro inizio 2027, con un obiettivo di lungo periodo di 4.000 eventi l’anno.
Non è un esperimento buttato lì. Il business degli eventi premium ha già generato 18,9 milioni di dollari tra la seconda metà del 2025 e la prima metà del 2026. La piattaforma stima che il mercato degli eventi virtuali a pagamento possa raggiungere i 25 miliardi di valutazione entro il 2030. Quali sono i competitor identificati internamente? Patreon, YouTube e Spotify. Non proprio gli ultimi arrivati.
Per chi lavora in ambito B2B, il punto non è tanto il meccanismo degli abbonamenti in sé, ma piuttosto il fatto che LinkedIn sta trasformando l’expertise professionale in un prodotto distribuibile, acquistabile e misurabile. Chi ha già investito nella propria presenza sulla piattaforma si trova in una posizione più comoda per cavalcare questa transizione. Prima che diventi l’ennesima cosa ovvia di cui tutti parlano con sei mesi di ritardo.
Google perde il trono. Per la prima volta in vent’anni.
Secondo le previsioni di eMarketer, Meta raggiungerà 243 miliardi di dollari di ricavi pubblicitari netti nel 2026, superando Google, che si fermerà invece a 239 miliardi. Prima volta in assoluto. Google detiene quella posizione da circa vent’anni, quindi non è esattamente una notizia trascurabile.
Il motore della crescita di Meta non è uno soltanto: Advantage+, i contenuti creativi generati dall’AI e lo stack di automazione generale stanno migliorando le performance su Facebook e Instagram. I numeri sono concreti: le campagne Advantage+ generano circa 60 miliardi di dollari di ricavi annualizzati per Meta, con un ritorno medio di 4,52 dollari per ogni dollaro speso. In sostanza, il 22% in più rispetto alle campagne configurate a mano!
Zuckerberg ha dichiarato che Meta punta ad automatizzare completamente la creazione degli annunci entro fine 2026. Il processo sarà ridotto al minimo: basterà una URL e un budget. Per le piccole e medie imprese, questo potrebbe davvero abbassare la barriera tecnica di ingresso. Sempre che ci si fidi di lasciare fare tutto ad un algoritmo (ma ormai quella soglia l’abbiamo superata da un pezzo).
MCP: lo standard che nessuno conosce e che tutti stanno già utilizzando.
Quasi nessun professionista del marketing sa cosa sia il Model Context Protocol. Eppure, a marzo di quest’anno aveva già raggiunto 97 milioni di download mensili. OpenAI, Google, Microsoft e Salesforce già lo supportano nativamente. Normale che sia passato inosservato!
Il concetto di base è disarmante nella sua semplicità: oggi chi lavora con strumenti AI fa da ponte tra il modello e i propri dati. In pratica, copia report, esporta CSV, incolla numeri da una piattaforma all’altra come se fossimo nel 2012. MCP elimina questi passaggi, connettendo direttamente assistenti come Claude, ChatGPT o Gemini agli strumenti già in uso: da Google Ads a HubSpot, da Meta a Google Analytics, in lettura e in scrittura, senza intermediari.
I primi di giugno sono arrivati cinque annunci separati - ZoomInfo, Hyland, OtterlyAI e altri - che raccontano tutti la stessa storia: i propri dati proprietari ora sono aperti agli agenti AI tramite MCP. Non è una coincidenza di calendario. È la conferma che l’ecosistema si sta compattando intorno ad uno standard comune. Chi lo adotta oggi lavora già con l’infrastruttura che tra dodici mesi tutti staranno cercando di installare, probabilmente in fretta e male.
Il 95% dei progetti AI in azienda non scala. Sorpresa.
Mentre molte aziende usano ancora l’Intelligenza Artificiale come supporto puntuale, il mercato sta spostando l’attenzione verso qualcosa di più strutturato. Gartner prevede che il 40% delle applicazioni enterprise integrerà agenti AI specifici per singole attività entro la fine dell’anno, rispetto a meno del 5% nel 2025.
La differenza tra un’implementazione che funziona ed una che si inceppa non è la sofisticazione del modello. Una ricerca MIT ha rilevato che il 95% dei progetti AI in azienda non riesce a scalare. In altre parole, solo il 5% genera un impatto misurabile sui profitti. Il vincolo principale non è cosa sa fare il modello, ma quanto è compatibile con flussi di lavoro frammentati, sistemi legacy e dati in silos. Ovvero: l’infrastruttura di ogni azienda media.
Il consiglio che emerge da più parti è pragmatico, quasi noioso: partire da flussi di lavoro delimitati, con input chiari, regole stabilite e output misurabili (supporto clienti, riconciliazione finanziaria, ricerca interna). Mantenendo la supervisione umana per i casi ambigui o regolamentati. Non è la risposta che ci piacerebbe sentire, ma è quella giusta.
La Physical AI cresce più in fretta di quanto sembri.
C’è un trend che sedimentava in silenzio, ma ora è abbastanza visibile da non poter più essere ignorato. Secondo i dati di PitchBook, gli investimenti globali nella robotica e nella cosiddetta Physical AI hanno raggiunto 26 miliardi di dollari nel 2025, contro i 4,2 miliardi del 2019. A maggio di quest’anno, il settore aveva già superato quota 23 miliardi (e l’anno non era ancora finito).
Il segnale più evidente arriva da Meta: l’azienda ha spostato risorse significative dal Metaverso - ricordate il Metaverso? - alla Physical AI, con un piano di spesa 2026 tra 125 e 145 miliardi di dollari. L’obiettivo dichiarato non è costruire un singolo robot, ma creare un sistema operativo per l’intera industria della robotica, replicando il modello di Android nel mercato degli smartphone.
Per le aziende manifatturiere, della logistica e del retail, tutto questo accelera la disponibilità di soluzioni operative concrete, riducendo i tempi e i costi di adozione nei prossimi due o tre anni. Il che significa che probabilmente conviene iniziare a capire di cosa si tratta adesso, e non quando tutti gli altri lo staranno già facendo.



