Business Pills: l'antipasto gourmet di Road To The Future
Scrivere al buio, giocare da soli, comprare una friggitrice ad aria e fatturare miliardi con la coscienza a posto.
Questa è Business Pills, la costola agile (e un po’ sfrontata) della nostra newsletter mensile Road To The Future.
Qui non troverete tutto, ma una selezione ragionata di news per navigare nel futuro senza finire fuori strada. Consideratelo un antipasto gourmet prima della portata principale.
Avete spunti o visioni profetiche da condividere per la prossima edizione? Mandate un segnale di fumo (o più comodamente una e-mail) a: redazione@mforward.it.
Un iPhone con la tastiera
Apple ha finalmente lanciato l’esca per chi ha sempre sognato un Mac ma ha il portafoglio timido: il nuovo MacBook Neo. Al modico prezzo di 599 dollari, questo “iPhone con la tastiera“ si presenta in colori vivaci come Citrus e Indigo, perfetti per distrarre lo sguardo dalle sue rinunce strategiche. Sotto la scocca batte il potente chip A18 Pro, ma fuori è un tuffo nel passato: trackpad meccanico e tastiera rigorosamente buia, senza retroilluminazione (perché il risparmio è un esercizio spirituale). È il trionfo del minimalismo estremo, dove persino il Touch ID diventa un optional di lusso da cento dollari. In fondo, chi ha bisogno di vedere i tasti di notte quando si può sfoggiare lo stile di Cupertino? Un vero capolavoro di economia applicata ai sogni dei tech-enthusiast.
Game Over per Steam
Il breve idillio tra Sony e il mondo PC sembra essersi trasformato in un classico “non sei tu, sono io“. Dopo aver illuso i fan di Steam con i suoi gioielli più preziosi, il colosso giapponese ha deciso di chiudere i rubinetti, riportando le avventure single-player nel recinto dorato della console. Niente Ghost of Yotei o Saros per chi gioca con mouse e tastiera: pare che a Tokyo abbiano improvvisamente ricordato che vendere scatole di plastica da mettere sotto la TV è ancora il loro sport preferito. La “PC Master Race“ dovrà dunque rassegnarsi ad un ritorno alle origini, tra esclusive blindate e brand da proteggere con le unghie. Dopotutto, perché regalare i gioielli di famiglia a chi non vuole pagare il “pizzo“ dell’hardware proprietario? La festa è finita, o almeno così si sussurra.
20 miliardi di “buone intenzioni”
Mentre il mondo si interroga sul futuro, Anthropic ha scoperto che l’etica ha un prezzo, ed è altissimo: la startup “ribelle“ corre infatti verso un fatturato record di 20 miliardi di dollari. Pare che i nobili princìpi brillino decisamente di più se placcati d’oro, anche se non mancano i grattacapi. Tra una riga di codice e l’altra, sono volate scintille con il Pentagono in un battibecco degno di un thriller geopolitico: conciliare l’anima pura dell’Intelligenza Artificiale con le esigenze dei generali si sta rivelando più complesso di un algoritmo di Deep Learning. Anthropic si ritrova così a bilanciare la sua aura da “bravissima ragazza“ della Silicon Valley con un portafoglio ormai extralarge e la difesa spazientita alle porte. D’altronde, chi ha detto che non si possa salvare l’umanità diventando, nel frattempo, oscenamente ricchi? Nel dubbio, Claude sorride sornione dall’alto dei suoi miliardi, osservando i creatori che litigano con i militari.
Ehi, come posso aiutarti?
Immaginate di confessare i vostri dubbi esistenziali ad un chatbot e di ricevere in cambio non la pace interiore, ma un coupon per una friggitrice ad aria. Amazon sta esplorando proprio questo: un futuro in cui la sua potenza pubblicitaria invade le conversazioni AI nelle app di terze parti. L’idea è trasformare ogni “Ehi, come posso aiutarti?“ in una sottile occasione di shopping, perché evidentemente non eravamo ancora abbastanza sommersi dai banner. Mentre l’Intelligenza Artificiale promette di rivoluzionare l’umanità, il colosso di Seattle sembra ricordarci che il vero progresso è poter comprare un set di brugole tra un consiglio filosofico e l’altro. Prepariamoci: i dialoghi a cuore aperto con l’AI avranno presto il sapore di un catalogo promozionale, con lo scontrino già pronto in chat.
Benvenuti nel futuro
Stanchi di sentirvi rispondere “Come posso aiutarti?” da una voce metallica che non ha mai provato il brivido di un caffè corretto? Benvenuti nell’era di Rent a Human, dove l’ultima frontiera del lusso non è un algoritmo quantistico, ma un bipede in carne, ossa e gloriosi difetti. In un mondo che corre veloce, c’è chi ha capito che un umano che si lamenta del traffico è molto più rinfrescante di una chatbot impeccabile. Che vi serva un complice per una coda infinita alle poste o un orecchio che non ricicli freddi dati di addestramento, qui potete finalmente affittare un po’ di sana autenticità. Perché, ammettiamolo: arrivare a pagare qualcuno per ricordarci come si guarda negli occhi un nostro simile è il vero, ironico capolavoro della modernità.




RentAHuman è una cosa folle! 🤪