Una nuova casa
La nostra newsletter, da questo mese, sbarca ufficialmente anche su Substack.
Perché siamo (anche) su Substack?
C’è una sensazione sottile, quasi impercettibile, che sta iniziando a serpeggiare tra coloro che si occupano di comunicazione, impresa o semplicemente tra chi cerca di mantenere viva una conversazione professionale online.
Avete notato anche voi che l’aria, nel mondo digitale, si è fatta un po’ più pesante ultimamente? Fino a qualche anno fa, la strada sembrava spianata e ben illuminata: bastava presidiare i canali giusti (LinkedIn in primis per il B2B), avere qualcosa di sensato da dire, mantenere una certa costanza e i risultati arrivavano. Era un meccanismo quasi newtoniano: ad ogni azione corrispondeva una reazione uguale e contraria in termini di visibilità.
Oggi, però, quella macchina perfetta sembra essersi inceppata, o quantomeno aver cambiato ingranaggi senza avvisarci. Il marketing B2B, per come lo abbiamo conosciuto e praticato nell’ultimo decennio, mostra le sue crepe. Fino a ieri bastava un post ben scritto. Oggi la portata organica crolla spesso senza un motivo apparente, e i costi per farsi notare con l’advertising salgono vertiginosamente, erodendo margini e pazienza. È una sensazione frustrante, simile a quella di correre su un tapis roulant che accelera costantemente. Ci ritroviamo a dover gridare sempre più forte per ottenere in cambio solo pochi secondi di attenzione.
Le aziende più lungimiranti e i professionisti più attenti hanno iniziato a sussurrare una verità scomoda nei corridoi: sui social media tradizionali, in fondo, siamo tutti degli affittuari. Abbiamo costruito case bellissime, arredate con cura, piene di contenuti di valore, ma su un terreno che non ci appartiene. Se domani l’algoritmo - il nostro padrone di casa - decidesse di cambiare la serratura, alzare l’affitto o modificare le regole del condominio, rischieremmo di trovarci fuori dalla porta in un attimo. Sparire è un rischio concreto.
La soluzione a questo impasse non è ostinarsi a bussare più forte alla stessa porta. La soluzione non è gridare, ma cambiare stanza. È partendo da questa riflessione strategica, maturata in mesi di osservazione e lavoro sul campo, che abbiamo preso una decisione importante per il nostro futuro editoriale. La nostra newsletter, Road To The Future, da questo mese, approda ufficialmente anche su Substack.
Perché non basta più un solo canale
Molti di voi, che ci seguono con affetto ed attenzione, potrebbero giustamente obiettare: “Ma Road To The Future mi arriva già comodamente via e-mail tramite LinkedIn! Perché questa novità?“. È un’osservazione corretta. LinkedIn è stato, ed è tuttora, un ottimo trampolino. Ci permette di raggiungervi direttamente nella vostra posta elettronica e di mantenere vivo il dibattito professionale. Non stiamo abbandonando la nave, ma stiamo costruendo un porto più sicuro.
Il nostro obiettivo, oggi, è ampliare le nostre vedute. Non vogliamo limitarci ad un unico ecosistema, per quanto valido e potente esso sia. Vogliamo esplorare nuovi orizzonti ed offrirvi un’esperienza di lettura e fruizione che vada oltre i limiti imposti da una piattaforma social tradizionale. Substack non è più, come si credeva un tempo, solo una piattaforma per giornalisti indipendenti o scrittori solitari. Sono già tantissime le aziende approdate recentemente sulla piattaforma. Solo per citarne alcune: Shopify, Nike, American Eagle. Insomma, Substack si è trasformata nell’arma segreta dei brand che hanno capito una cosa fondamentale: è ora di smettere di rincorrere l’attenzione ed iniziare a possederla.
Il primo, grande motivo che ci ha spinti verso questa espansione riguarda il concetto di proprietà. Quando pubblichiamo sui social, o gestiamo una newsletter legata indissolubilmente ad un social network, il nostro pubblico è “nostro“ solo fino ad un certo punto. È un prestito. Su Substack, invece, la dinamica cambia radicalmente: si passa dal noleggio alla proprietà.
Su questa piattaforma, la lista dei lettori è un asset tangibile che appartiene davvero a chi scrive. In qualsiasi momento, è possibile scaricare i contatti e portarli altrove. Non siamo vincolati a vita. Questo trasforma la lista iscritti in un vero e proprio asset aziendale, un patrimonio che accresce il valore del brand e che non è soggetto ai capricci di un feed algoritmico. Scegliere di essere anche qui significa investire sulla sicurezza e sulla longevità del rapporto che abbiamo costruito con voi. Significa garantirci che, qualunque cosa accada domani nel mondo della Silicon Valley, noi avremo sempre un modo diretto e non mediato per parlarci. L’e-mail arriva in uno spazio sacro: la vostra casella di posta, senza filtri. E sapere che quel canale è di nostra proprietà ci permette di scrivere con una libertà ed una prospettiva di lungo termine senz’altro diverse.
C’è poi un secondo aspetto fondamentale, forse quello che ci affascina di più come creatori di contenuti: la lotta contro l’effimero. Viviamo in un’epoca di contenuti “usa e getta“. I post sui social media hanno un’aspettativa di vita brevissima, spesso muoiono nell’arco di 24 ore, sepolti sotto una valanga di nuovi aggiornamenti, meme e notizie. È un lavoro immane che svanisce troppo in fretta, “come lacrime nella pioggia” (cit. Roy Batty) .
Noi crediamo che le analisi, le riflessioni e le visioni sul futuro non debbano avere una data di scadenza così breve. Vogliamo costruire una biblioteca, non alimentare un feed. Su Substack, ogni episodio che scriviamo ed inviamo non si perde nel vuoto dopo la lettura. Ogni pezzo diventa automaticamente una pagina web indicizzata su Google.
Questo significa creare una “biblioteca permanente“. Un episodio scritto oggi su un trend di mercato o su una nuova tecnologia continuerà a lavorare per noi (e per voi) tra sei mesi o un anno. Potrà essere trovato da chi cerca informazioni, posizionandoci come esperti del settore e portando traffico qualificato ben oltre il momento della pubblicazione. Per Road To The Future, questo è un passaggio fondamentale: vogliamo che le nostre newsletter diventino risorse di studio, archivi consultabili, punti di riferimento stabili in un mare di informazioni liquide. È il motore della nostra autorità.
Ampliare le vedute
“Ampliare le vedute“ significa anche offrire un’esperienza utente superiore. Spesso le piattaforme social costringono a compromessi grafici o funzionali. Substack ci permette, invece, di abbracciare il concetto di “Total Branding“. Possiamo eliminare gli URL generici e connettere il nostro dominio personalizzato, integrando la newsletter nel nostro ecosistema aziendale.
Ma c’è di più. La scrittura è potente, ma la voce è umana. Uno dei vantaggi competitivi di questa piattaforma è l’integrazione nativa del podcasting. Questo ci apre la possibilità di umanizzare il brand in modo profondo. Immaginate di non dover solo leggere le nostre storie, ma di poter ascoltare direttamente il nostro CEO, i nostri consulenti o i nostri ospiti mentre ne discutono. La voce crea una connessione emotiva impossibile da replicare con un post statico. Vogliamo che Road To The Future diventi un luogo dove si leggono idee, ma dove si ascoltano anche le persone che quelle idee le vivono ogni giorno.
Un timore molto comune quando si esplorano nuove piattaforme è quello di ritrovarsi in una stanza vuota. “Chi ci leggerà se non sponsorizziamo i contenuti?“. Qui avviene quella che molti definiscono la magia di Substack, un vantaggio competitivo unico oggi. La piattaforma ha sviluppato un sistema di crescita organica basato sulla meritocrazia e sulla collaborazione: le Recommendations.
È il sistema di “passaparola digitale“ più potente al mondo. Funziona in modo semplice, ma rivoluzionario: le pubblicazioni si raccomandano a vicenda. Se i nostri contenuti sono di valore, altre newsletter ci segnaleranno ai loro lettori, portandoci lead qualificati ed interessati in modo totalmente gratuito. È un ritorno alle origini del web, dove la qualità del contenuto generava traffico, non il budget investito in advertising.
A tutto questo, si aggiunge anche Substack Notes, uno spazio per contenuti brevi ed aggiornamenti rapidi che ci permette di intercettare nuovi lettori e portarli dentro il nostro funnel, trasformando la curiosità estemporanea in un’iscrizione fedele. Non siamo più soli a combattere contro l’algoritmo: siamo parte di una rete che premia il valore.
Oltre le vanity metrics
C’è, infine, un aspetto più tecnico, ma vitale per chi, come noi e come voi, fa business. Siamo stanchi delle “vanity metrics“. I like fanno piacere all’ego, ma non pagano le bollette e spesso non indicano un reale interesse d’acquisto. Substack consente di concentrarsi sui dati che contano davvero, dimenticando i like fini a sé stessi.
La piattaforma ci dice chi apre le e-mail, chi clicca sui link e chi è pronto a comprare o approfondire. Questo livello di dettaglio ci permette di capire davvero cosa vi interessa, di segmentare i contenuti e, volendo, di creare esperienze esclusive per i lettori più fedeli, creando un club riservato di alto valore. Non è solo marketing, è rispetto per il tempo e l’attenzione del lettore.
Portare Road To The Future anche su Substack non è un semplice trasloco, ma una dichiarazione d’intenti. Avere una Ferrari in garage non serve a nulla se non sai guidarla, e noi abbiamo deciso di mettere in moto questa macchina per offrirvi il meglio.
Trasformare un’azienda in una Media Company richiede visione ed un palinsesto che alterni analisi profonde, aggiornamenti rapidi e voce umana. Noi di Move Forward non siamo qui solo per raccontarvelo, ma per viverlo insieme a voi. Vogliamo colmare il divario tra obiettivi di business e qualità editoriale. Pensate sia possibile? Noi ci crediamo davvero.
Forse è arrivato il momento anche per la vostra azienda di guardare oltre il recinto dei social, di smettere di essere solo affittuari e di costruire un asset che resti vostro per sempre: osservare questo nostro nuovo viaggio potrebbe essere il miglior spunto dell’anno.
Il futuro non è solo in un feed che scorre veloce. Il futuro è dove c’è spazio per fermarsi, leggere, ascoltare e capire. Ci vediamo (anche) su Substack.
Buon Weekend!
I numeri di Substack
Per comprendere la reale portata dell’impatto di Substack, è necessario abbandonare le narrazioni aneddotiche ed immergersi nei dati quantitativi che ne descrivono la traiettoria di crescita. Le statistiche relative al biennio 2024-2026 rivelano una piattaforma che ha superato la fase di adozione precoce per entrare in una maturità di massa, caratterizzata da volumi di traffico e transazioni finanziarie che rivaleggiano con le grandi testate giornalistiche internazionali.
La metrica fondamentale per valutare la salute di Substack non è il semplice numero di account registrati, ma la stratificazione della sua base utenti in termini di coinvolgimento e propensione alla spesa. Alla fine del 2025, i dati aggregati dipingono un quadro di espansione robusta. La piattaforma gestisce un ecosistema che comprende oltre 35 milioni di abbonamenti attivi totali. È imperativo, in sede di analisi, distinguere con precisione tra “abbonamenti“ - che possono essere multipli per un singolo utente che segue diverse newsletter - e “utenti unici“. Le stime più attendibili indicano che Substack conta oltre 20 milioni di abbonati attivi mensili. Questo dato posiziona la piattaforma non più come un semplice fornitore di servizi di posta elettronica, ma come una destinazione di consumo di contenuti paragonabile a social network di medie dimensioni o ad aggregatori di notizie di portata globale.
Il traffico verso il dominio Substack.com e i sottodomini personalizzati delle varie pubblicazioni costituisce un indicatore diretto della rilevanza culturale e dell’abitudine di consumo degli utenti. Le stime del traffico web per il periodo 2025 indicano che Substack riceve circa 125 milioni di visitatori mensili. Metriche più granulari, focalizzate sui visitatori unici attraverso dispositivi desktop e mobili, riportano una cifra che oscilla tra i 47,6 e i 49,4 milioni di visitatori unici.
Un dato particolarmente significativo per valutare la vitalità della piattaforma è l’aumento del traffico del 65,85% registrato tra settembre 2024 e settembre 2025. Questa impennata non può essere attribuita esclusivamente alla crescita organica o all’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO), tradizionalmente un punto debole delle newsletter chiuse via e-mail. Al contrario, essa appare trainata dall’effetto rete introdotto da nuove funzionalità sociali come “Substack Notes“ e dalle raccomandazioni incrociate tra newsletter, che hanno trasformato la piattaforma da un insieme di silos isolati ad un ecosistema interconnesso.
L’analisi geografica del coinvolgimento rivela ulteriori dettagli sulla penetrazione di mercato. Un caso studio illuminante è rappresentato dal mercato del Regno Unito, dove Substack ha registrato una crescita dell’audience del 39,5% su base annua nel novembre 2025. Ancor più impressionante è l’aumento del tempo speso sulla piattaforma, cresciuto del 142,7% nello stesso periodo. Questo suggerisce un cambiamento qualitativo nel comportamento degli utenti: non si limitano più a leggere velocemente una e-mail nella propria casella di posta, ma trascorrono tempo navigando attivamente all’interno dell’app o del sito, leggendo commenti, esplorando note e consumando contenuti multimediali. Questo aumento della “stickiness“ (viscosità) del prodotto è fondamentale per la strategia di lungo termine di Substack di competere con i giganti dell’attenzione come Facebook o X.
BUSINESS PILLS
Business Pills è una selezione “ragionata” delle più interessanti news delle ultime settimane in area marketing digitale e tecnologia.
Se aveste idee o spunti da sottoporci per la prossima edizione di “Road To The Future“, scriveteci: redazione@mforward.it
Google vuole gestire l’intero percorso di acquisto
Google ha annunciato il lancio del Universal Commerce Protocol (UCP), un nuovo standard open source progettato per rivoluzionare il commercio tramite agenti AI. Sviluppato in collaborazione con partner come Shopify, Walmart e Target, il protocollo mira a creare un linguaggio comune che consenta agli agenti intelligenti di gestire l’intero percorso di acquisto, dalla scoperta del prodotto fino al pagamento e al supporto post-vendita. Grazie a questa innovazione, gli utenti potranno effettuare acquisti direttamente attraverso interfacce AI, come la modalità AI in Google Search o l’app Gemini, senza dover navigare su siti esterni. L’obiettivo è ridurre l’abbandono del carrello e rendere lo shopping più fluido, consentendo agli agenti di agire come veri e propri assistenti personali che confrontano prezzi, verificano la disponibilità e concludono le transazioni in autonomia.
Dalla parte degli editori
Yahoo ha lanciato ufficialmente “Yahoo Scout”, un nuovo motore di risposta basato sull’Intelligenza Artificiale, segnando il suo ritorno nello sviluppo di tecnologie di ricerca per sfidare colossi come Google e OpenAI. Disponibile in versione beta negli Stati Uniti e alimentato dal modello Claude di Anthropic, Scout si distingue per un approccio che privilegia il traffico verso gli editori, offrendo link diretti e fonti affidabili invece di semplici riassunti generativi. Il servizio si integra con tutte le app di Yahoo (Mail, Finance, Sports), sfruttando i dati storici degli utenti per personalizzare le risposte e le attività quotidiane.
TikTok è la nuova TV?
La FIFA e TikTok hanno siglato una partnership storica per la Coppa del Mondo 2026, nominando il social network come prima “Preferred Platform“ ufficiale del torneo. L’accordo mira a trasformare l’esperienza digitale dei fan attraverso un hub dedicato che offrirà contenuti esclusivi, dietro le quinte e highlights delle partite. Collaborando con una serie di creator globali, la piattaforma punterà a coinvolgere le nuove generazioni offrendo prospettive uniche ed immersive sull’evento. I broadcaster ufficiali potranno inoltre sfruttare TikTok per condividere clip curate e segmenti in diretta, ampliando la portata mediatica dell’evento.
L’AI diventa il tuo assistente sanitario personale
OpenAI ha recentemente lanciato “ChatGPT Health“, una nuova funzionalità dedicata al benessere che consente agli utenti di caricare referti medici e connettere app come Apple Health per ricevere analisi personalizzate. Lo strumento è progettato per aiutare a comprendere esami clinici, preparare visite mediche e creare piani alimentari, fungendo da supporto e non da sostituto dei medici. I dati caricati vengono archiviati in uno spazio separato e crittografato, con la garanzia che non verranno utilizzati per l’addestramento dei modelli. Tuttavia, il servizio non è ancora accessibile in Italia: il lancio iniziale esclude, infatti, lo Spazio Economico Europeo, la Svizzera e il Regno Unito.
Craigslist continua a sorprendere
Un recente approfondimento di Wired celebra Craigslist come l’ultimo vero baluardo di autenticità rimasto su Internet. Mentre il web moderno è ormai saturato da algoritmi predittivi, feed curati dall’Intelligenza Artificiale e tracciamento invasivo, la piattaforma di annunci resiste immutata da oltre trent’anni con il suo design scarno e l’assenza di “mi piace“. Questa semplicità “non gentrificata“ sta paradossalmente attirando una nuova ondata di utenti, specialmente millennial, stanchi del rumore e della manipolazione dei social network odierni. Per chi non lo sapesse, Craigslist è un sito web di annunci classificati molto popolare, fondato nel 1995 da Craig Newmark, che consente agli utenti di pubblicare e trovare facilmente annunci gratuiti (o a pagamento per certe categorie) per lavoro, alloggi, oggetti in vendita, servizi, eventi e altro ancora.







Benvenuta Road To The Future!