Business Pills: l'antipasto gourmet di Road To The Future
Questa è Business Pills, la costola agile (e un po’ sfrontata) della nostra newsletter mensile Road To The Future.
Il futuro tech somiglia sempre più ad un film di spionaggio, ma con un budget cinese. Mentre DeepSeek umilia i colossi USA spendendo in addestramento quanto San Francisco spende in catering, Palantir smette di fingere e lancia il suo manifesto da perfetto cattivo di James Bond. In questo scenario, OpenAI e Microsoft riscrivono il loro contratto matrimoniale cancellando ogni traccia della parola “AGI” - forse per evitare testimoni scomodi - mentre l’Italia risponde lanciando MARiO per rendere poliglotti anche i nostri gommisti.
Il low cost che mette in crisi Silicon Valley
Il debutto di DeepSeek V4 segna il passaggio dall’exploit fortuito alla strategia del logoramento: con un costo di addestramento irrisorio rispetto ai colossi USA (un sesto dei rivali!), Pechino dimostra che l’eccellenza AI è ormai una questione di ottimizzazione, non solo di hardware bruto. Mentre l’Occidente si interroga sulla sostenibilità energetica di modelli mastodontici, la startup cinese estrae prestazioni da “flagship” da un budget che a San Francisco basterebbe appena per il catering dei ricercatori. Resta da capire se il mercato preferirà il prestigio del brand o la brutale convenienza di un algoritmo che fa quasi tutto, ma ad un prezzo che non richiede un round di finanziamento per ogni prompt. (Andrea Camerino).
Il manifesto bellico di Alex Karp
Mentre il resto della Silicon Valley si maschera ancora da filantropia, Palantir ha deciso di gettare la maschera - e forse qualche drone - pubblicando un manifesto che pare uscito direttamente dal covo di un antagonista di James Bond. Tra elogi alle armi a guida AI e riflessioni poco velate sulle “culture inferiori”, Alex Karp conferma che il nome ispirato a Tolkien non era un semplice vezzo nerd, ma un vero programma di sorveglianza totale. È quasi rinfrescante vedere una multinazionale abbracciare la propria vocazione da “supercattivo” con tanta onestà intellettuale; d’altronde, l’efficienza bellica è molto più semplice da gestire se non si perde tempo a cercare di risultare simpatici. (Francesco Contini).
Patto di ferro, cuore di ghiaccio
OpenAI e Microsoft aggiornano il loro “matrimonio di convenienza” con un nuovo accordo che puzza di libertà vigilata: Microsoft perde l’esclusiva sulla tecnologia, ma si assicura i diritti d’uso fino al 2032, liberandosi perfino dall’obbligo di versare commissioni all’alleato. Mentre OpenAI festeggia la possibilità di vendere i propri modelli anche su cloud rivali come AWS e Google, resta comunque legata ad Azure come partner primario, continuando a versare a Redmond il 20% dei ricavi fino al 2030. Scompare curiosamente ogni riferimento alla “AGI” dai contratti, quasi a voler evitare che un’intelligenza troppo umana possa giudicare questo groviglio di clausole e pagamenti miliardari. (Andrea Camerino).
Il collega digitale che risponde al telefono
Italiaonline accelera sulla digitalizzazione lanciando MARiO, un “collega digitale” progettato per sollevare le PMI dall’onere di rispondere al telefono. Mentre il 26% delle imprese nostrane già sperimenta l’Intelligenza Artificiale per scrivere testi o ritoccare foto, MARiO promette di gestire lead e appuntamenti in 57 lingue, un’abilità che tornerà utilissima al gommista di provincia alle prese con un’improvvisa impennata di clienti poliglotti. Tra servizi di SEO predittiva e gestione automatizzata delle recensioni, l’obiettivo è trasformare il “fai da te” analogico in un ecosistema ad alta tecnologia. (Francesco Contini).
Tra sogni digitali e scorte militari
Dimentichiamo le felpe col cappuccio e l’illusione di essere “uno di noi”: i guru del tech hanno finalmente ammesso che il futuro è radioso, ma solo se guardato da dietro una spalla di muscoli addestrati militarmente. Sam Altman e i suoi pari stanno assoldando una nuova casta di guardie del corpo d’élite, pronte a fare da scudo umano contro il crescente malumore verso l’Intelligenza Artificiale. È il paradosso definitivo: spendere miliardi per creare macchine che ragionano come noi, per poi doversi proteggere freneticamente da noi. Pare che l’unico bug che la Silicon Valley non riesca proprio a risolvere sia l’istinto umano di voler lanciare qualcosa ai propri profeti. (Andrea Camerino).












Il “manifesto” di Palantir fa rabbrividire.