Business Pills: l'antipasto gourmet di Road To The Future
Giugno è iniziato decisamente col botto. Tra acquisizioni milionarie, rilanci in grande stile e qualche ammissione un po’ imbarazzante, non ci si annoia di certo.
C’è chi si compra intere piattaforme di contenuti, chi si rifà il look puntando tutto sugli agenti AI, e poi c’è Apple, che finalmente ci ha dato una Siri che funziona davvero... anche se ha dovuto chiedere una mano a Google per riuscirci. Facciamo il punto della situazione per capire dove sta andando il mercato.
Buona lettura!
Siri è cresciuta. Ci ha messo solo due anni
L’WWDC 2026 all’Apple Park si è aperto con lo slogan “All systems glow”. E per una volta, il marketing non stava esagerando: quasi ogni singolo annuncio ruotava attorno ad Apple Intelligence.
La vera notizia è che la nuova Siri è stata praticamente rifatta da zero sfruttando Gemini di Google. Ora è molto più chiacchierona, gestisce compiti complessi su più passaggi e salta da un’app all’altra senza perdersi.
Ah, nota di colore: questo è stato l’ultimo WWDC di Tim Cook, che il 1° settembre 2026 lascerà il posto di CEO a John Ternus.
Salesforce compra il pezzo mancante
Nel mondo enterprise si spende parecchio, e due acquisizioni recenti ci dicono esattamente la stessa cosa. La prima: Salesforce ha comprato Contentful, la famosissima piattaforma di content management headless utilizzata da più di 4.800 brand.
Il senso di questa mossa? Molto semplice. Agentforce (la loro AI) aveva un limite strutturale: sapeva tutto sui dati dei clienti, ma non aveva un posto nativo in cui gestire i contenuti da mostrargli. Con Contentful il problema è risolto. Ora gli agenti AI possono pescare, comporre e distribuire contenuti al volo, senza che un umano debba fare passaggi manuali di pubblicazione.
Per chi usa già Salesforce, la personalizzazione di massa smette di essere un incubo di workflow e diventa qualcosa che l’AI gestisce da sola, canale per canale.
Asana vuole essere il sistema operativo degli agenti AI
La seconda acquisizione della settimana è quella di Asana, che si è portata a casa StackAI per 75 milioni di dollari. Durante il Work Innovation Summit, Asana ha presentato l’Agentic Work Management, proponendosi come il vero e proprio sistema operativo per i team del futuro (quelli composti sia da persone che da agenti AI).
Fino a ieri Asana era ottima per pianificare e tracciare i compiti, ma i suoi agenti AI non potevano fare molto nel mondo reale. StackAI serve proprio a questo: collega l’AI a piattaforme esterne come Salesforce, Oracle e DocuSign senza bisogno di scomodare il team dei programmatori.
Il trend qui è evidente: Salesforce, ServiceNow, Microsoft, ed ora Asana, stanno litigando per la stessa identica etichetta di ”sistema operativo per agenti AI”. Quando quattro pesi massimi si contendono la stessa sedia, significa che quella sedia esiste davvero.
L’annuncio che risponde al posto tuo
Spostiamoci in casa Google. Al Google Marketing Live è spuntato un nuovo formato pubblicitario che merita un’occhiata da vicino, al di là del solito rumore di fondo sull’Intelligenza Artificiale.
Si chiama Business Agent for Leads ed è ora in beta negli Stati Uniti. Immagina di dover cercare un master o un’università su Google: clicchi sull’annuncio e, invece di finire sulla solita pagina statica con un modulo noioso da compilare, ti ritrovi in chat con un agente AI addestrato su tutto il sito web dell’azienda.
Non è solo un restyling grafico, cambia proprio il funnel: invece di raccogliere un contatto per poi qualificarlo in un secondo momento, l’annuncio stesso diventa il primo punto di contatto intelligente. Se vendi software B2B, corsi o servizi complessi, tieni d’occhio questa beta.
Stai misurando il frutto, non l’albero
Chiudiamo con un tema scottante per chi gestisce i budget di marketing. Nel 2026, i classici modelli di attribuzione fanno acqua da tutte le parti: si perde per strada oltre il 70% del percorso d’acquisto B2B, lasciando circa il 38% dei lead totalmente “orfani” di tracciamento.
Perché succede? Semplice: i potenziali clienti si informano su canali privati (Slack, WhatsApp, Reddit) o chiedono direttamente a ChatGPT, Gemini o Claude per farsi un’idea prima ancora di mettere piede sul tuo sito. Il tuo analytics vede arrivare l’utente e lo registra come “traffico diretto”. In realtà, aveva già deciso di comprare.
Il vecchio modello last-click premia chi raccoglie il frutto, non chi ha annaffiato l’albero. Se guardi solo l’ultimo click, finirai per tagliare i fondi ai canali che creano davvero la domanda.
Come sistemare le cose senza comprare nuovi tool?
Inserisci un campo di attribuzione auto-dichiarata nei form (”Come ci hai scoperto?”).
Crea segmenti specifici nel CRM per i referral che arrivano dalle AI.
Inizia a trattare la Brand Awareness come una metrica che pesa davvero sulle decisioni di budget.
Piccoli aggiustamenti che cambiano completamente i risultati. Alla prossima!



