Business Pills: l'antipasto gourmet di Road To The Future
Questa è Business Pills, la costola agile (e un po’ sfrontata) della nostra newsletter mensile Road To The Future.
Mentre Figma e Adobe cercano di capire quale divinità abbiano offeso per meritarsi il rosso in borsa causato da Claude Design, il settore scopre che oggi basta una chat per mandare in crisi anni di certezze creative. Se il cloud vi mette ansia, Mozilla risponde con Thunderbolt, un’AI così “sovrana” e locale che i vostri dati rimarranno più protetti dei segreti di Stato. Nel frattempo, i prezzi stellari della pubblicità su ChatGPT sono finalmente tornati sulla Terra, rendendo la sfida ai link blu di Google un po’ più democratica (e meno dolorosa per il portafoglio). Anche Salesforce decide di “perdere la testa” con Headless 360, trasformandosi in un motore invisibile per agenti che non hanno più bisogno di un’interfaccia umana per lavorare.
Terremoto nel mondo del design
Anthropic ha appena lanciato Claude Design e il mercato è andato subito in subbuglio. Questo nuovo strumento permette di generare siti e prototipi con una semplice chat, rendendo la creazione grafica accessibile a tutti. La notizia ha gelato gli investitori, trascinando le azioni di Figma verso il basso con un crollo che ha superato il 7%. Anche Adobe ha accusato il colpo, chiudendo in rosso una giornata difficile che ha scosso l’intero settore del software creativo. A rendere il clima ancora più teso è l’addio di Mike Krieger, attuale CPO di Anthropic, che ha ufficialmente lasciato il board di Figma. Si tratta di un segnale forte che sposta gli equilibri e mette i vecchi giganti del settore davanti ad una competizione senza precedenti. Per ora il tool è disponibile in anteprima per gli abbonati, ma il guanto di sfida ai metodi di lavoro tradizionali è ormai lanciato. Non resta che vedere se i leader storici riusciranno a evolversi o se l’ondata dell’AI finirà per riscrivere totalmente le regole del gioco.
Mozilla raddoppia
Mozilla ha lanciato Thunderbolt, un client AI open-source davvero spaziale. Niente cloud obbligatorio: qui il focus è il self-hosting per dare alle aziende il controllo totale. Supporta di tutto, dai modelli locali come Ollama ai big come OpenAI, via protocollo MCP. Basato su Haystack, gestisce chat, ricerche e task automatici su ogni piattaforma (anche mobile). I dati restano tuoi grazie ad un database SQLite locale e alla crittografia end-to-end. È una “AI sovrana” che evita il lock-in dei fornitori, perfetta per chi tiene alla privacy. Al momento è in fase di sviluppo attivo e sotto audit di sicurezza per essere blindata. Se cerchi un workspace flessibile e privato, mettiti in lista: il futuro è decentralizzato!
La pubblicità su ChatGPT costa sempre meno!
Se al debutto i CPM toccavano cifre stellari tra i 30 e i 40 dollari, rendendo i test proibitivi per molti, oggi i prezzi sono crollati drasticamente, stabilizzandosi finalmente intorno ai 12-15 dollari. Questo calo rende i posizionamenti molto più accessibili e competitivi. OpenAI ha infatti ampliato l’inventario, puntando tutto su SearchGPT per sfidare il dominio di Google con costi decisamente più contenuti. Molti brand ne stanno approfittando per scalare le campagne senza svuotare il portafoglio. Ne avevamo già parlato QUI.
C’era una volta il web
Dalla giungla dei link blu alla pappa pronta degli agenti AI. Cronaca di come abbiamo smesso di navigare per iniziare a conversare.
Se tornassimo indietro di soli tre o quattro anni e provassimo a spiegare a noi stessi come cerchiamo informazioni oggi, probabilmente ci guarderemmo come se fossimo usciti da un film di fantascienza di serie B. Vi ricordate quando “googling“ era un verbo che significava scavare tra dieci link blu, schivare tre o quattro annunci pubblicitari e sperare che il terzo sito in classifica non fosse una trappola di pop-up o, peggio, un articolo infinito scritto solo per compiacere i motori di ricerca? Ecco, quel mondo è ufficialmente finito. “C’era una volta il web” esce sabato!
Salesforce perde la testa
Salesforce ha appena lanciato Headless 360, trasformando la sua intera piattaforma in una potente infrastruttura per agenti AI. L’obiettivo è separare finalmente il back-end dall’interfaccia utente, permettendo ad Agentforce di operare come un motore invisibile. Grazie alle API, strumenti come Data Cloud e Flow diventano accessibili ovunque, non solo dentro il classico ecosistema Salesforce. Questa mossa segna il passaggio da una “destinazione” per umani ad un sistema operativo aperto per l’Intelligenza Artificiale. Gli sviluppatori possono ora costruire “esperienze agentiche” su app esterne sfruttando i metadati e la logica aziendale già esistente. Marc Benioff vuole che ogni processo diventi programmabile ed autonomo, eliminando i limiti delle interfacce grafiche tradizionali. È una vera rivoluzione architettonica che prepara le aziende ad un futuro dove l’AI gestisca il lavoro in modo indipendente. Delle recenti evoluzioni del mercato SaaS, avevamo già parlato in maniera molto approfondita QUI.








